Gli esoscheletri occupazionali (EO) stanno entrando nei cantieri, nei magazzini e nelle linee di montaggio come possibili alleati contro il sovraccarico biomeccanico. L’INAIL ha pubblicato a febbraio 2026 una guida tecnica che fa chiarezza: opportunità reali, ma anche limiti e rischi nuovi da valutare.
Cosa sono gli esoscheletri occupazionali
Dispositivi indossabili che supportano il sistema muscolo-scheletrico in mansioni ad alta richiesta fisica — movimentazione manuale carichi (MMC), posture mantenute, lavoro sovraccopo. Si classificano per zona assistita: schiena, spalle/arto superiore, ecc.
Il messaggio chiave della guida INAIL
Gli esoscheletri non sostituiscono la progettazione ergonomica del lavoro, gli interventi tecnici e le soluzioni organizzative. Vanno considerati come supporto aggiuntivo, da valutare insieme alle misure “a monte”. Non sono una scorciatoia. L’esoscheletro va introdotto solo quando non sono praticabili altre soluzioni tecniche o organizzative efficaci per ridurre il rischio.
Benefici potenziali (distretto-specifici)
- Riduzione del carico biomeccanico e dell’affaticamento in mansioni specifiche
- Miglioramento del comfort percepito dal lavoratore
- Possibile contributo alla prevenzione dei disturbi muscoloscheletrici (DMS) — ma non automatico
I benefici sono distretto-specifici: un EO per la schiena può risultare inutile o controproducente in compiti che sollecitano le spalle.
Limiti e rischi — quando può peggiorare la situazione
- Evidenze scientifiche ancora limitate, soprattutto di lungo periodo e in contesti reali
- Metodi ISO non applicabili “tal quali”: le metodiche ISO 11228 e ISO 11226 per la valutazione del sovraccarico biomeccanico non sono concepite per attività con esoscheletro
- Rischi nei compiti dinamici: cammino, spinta e traino — l’EO può aumentare il costo metabolico
- Carico cognitivo: in compiti “dual task” può annullare i benefici attesi
- Rischi operativi: cadute, collisioni, difficoltà nella gestione delle emergenze (l’EO deve poter essere rimosso rapidamente)
Non sono DPI: come si inquadrano nel DVR?
In assenza di evidenze epidemiologiche robuste, gli EO non rientrano nel Regolamento (UE) 2016/425 e non possono essere considerati DPI ai sensi dell’art. 74 del D.Lgs. 81/2008. L’INAIL suggerisce di trattarli come attrezzature di lavoro, con tutti gli obblighi connessi: scelta appropriata, uso corretto, informazione, formazione, addestramento e manutenzione.
Nel DVR vanno valutati esplicitamente:
- Rischi meccanici: schiacciamenti, pizzicamenti, collisioni, cadute
- Rischi fisici: ridistribuzione dei carichi, compressioni localizzate, alterazioni della cinematica, dermatiti, difficoltà di dissipazione del calore
- Rischi cognitivi: attenzione richiesta, ansia da malfunzionamenti
- Rischi tecnologici: batterie, componenti elettrici, fluidi in pressione
Un uso “indiretto”: formazione e VR
La guida apre anche all’uso degli esoscheletri in ambito formativo, integrati con ambienti VR/AR come interfacce aptiche per simulare sforzi e scenari operativi controllati.
Il punto per le imprese
Gli esoscheletri sono una tecnologia promettente, ma non sono una panacea. Possono rappresentare un supporto interessante in contesti specifici — cantieri, logistica, linee di montaggio — ma solo all’interno di una strategia integrata di prevenzione che parta dalla progettazione ergonomica del lavoro.
Prima di introdurre un EO in azienda, è necessario valutarne benefici, limiti e nuovi rischi — evitando di trasformare una tecnologia innovativa in un alibi per non intervenire sulle cause strutturali del problema.
Befor Ingegneria supporta le imprese nella valutazione del rischio da sovraccarico biomeccanico e nell’integrazione delle nuove tecnologie nel DVR, con un approccio basato sull’evidenza scientifica e sulla normativa vigente.

