I dati elaborati dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering aggiornati a maggio 2026 confermano una situazione di piena emergenza in Veneto: 44 lavoratori hanno perso la vita nei primi cinque mesi dell’anno, sei in più rispetto allo stesso periodo del 2025 (+15,8%).
Il Veneto si colloca al secondo posto in Italia per numero assoluto di decessi, preceduto solo dalla Lombardia, con un indice di mortalità di 14,1 morti ogni milione di occupati — significativamente superiore alla media nazionale di 11,2.
La mappa del rischio per provincia
Zona rossa (rischio massimo):
- Belluno — indice 22,7
- Vicenza — indice 18,2
- Verona — indice 14,2
Zona arancione:
- Padova — 13,7 | Venezia — 13,2
Zona gialla:
- Rovigo — 10,4 | Treviso — 10,1
I numeri in dettaglio
- 30.949 denunce di infortunio (+2,8% rispetto a gen-mag 2025)
- 31 decessi in occasione di lavoro + 13 in itinere
- 40% delle vittime erano lavoratori stranieri (18 su 44) — un dato che impone attenzione specifica su formazione e comunicazione multilingue
I settori più colpiti restano manifattura (5.075 denunce), costruzioni (1.795) e trasporto/magazzinaggio (1.350).
Cosa dicono questi numeri in termini di obblighi
I dati Vega non sono solo statistiche — sono un segnale operativo diretto per i datori di lavoro:
- DVR aggiornato ai rischi reali del settore e della mansione specifica
- Formazione effettiva, in particolare per i lavoratori stranieri (art. 36-37 D.Lgs. 81/2008): la lingua non è un dettaglio, è un presupposto
- Sorveglianza sanitaria adeguata alla valutazione dei rischi
- Preposti formati e attivi nella vigilanza quotidiana sul cantiere e in produzione
I dati ci dicono che il problema non è la conoscenza delle norme — è la loro applicazione reale, quotidiana, verificabile. La prevenzione non si fa con i documenti: si fa con l’organizzazione del lavoro.
Befor Ingegneria supporta le imprese venete nella valutazione concreta dei rischi, nella formazione mirata e nell’implementazione di sistemi di gestione della sicurezza efficaci.

